TAKK FARVEL, ITALIANO!

Ecco, l'ho fatto, cazzo, ho infilato questo sacchetto di salamini di cervo in tasca, e adesso sicuro sicuro uno di questi scandinavi che lavorano qui verrà da me urlando qualcosa in una lingua che somiglia a una specie di serbo-greco parlato da Hulk Hogan, mi sputtanerà davanti a tutta la nazione, mi frusteranno sotto la bandiera e la mia ambasciata riceverà una foto della mia faccia con la mascherina della Banda Bassotti. Hm... no. Niente urla. Nessuno sembra essersene accorto. Wow. Il mio primo furto in terra straniera, sono stato bravo! Fuck you vichinghi, takk farvel! Mi congratulo con me [...]

2017-01-26T19:55:34+00:00 07/09/2012|Autopsie di Viaggio|

Erugif id adrem.

Città straniera, al volante della mia auto straniera che ho comprato in Italia e che mi ha portato fino qui attraverso un migliaio di chilometri circa. La potenziale poetica di tutto ciò la lasciamo agli anni '70, per gli altri: sto imbottigliato nel traffico. Un banale seppur fastidioso ingorgo locale. Sarebbe stata una buona occasione per elogiare la civiltà e il contegno ordinato con cui le persone all'estero affrontano le code, se non fosse per lo scempio di bava e ruggiti che ho intorno. Concerti di clacson stonati e disarmonici, signori spelacchiati con occhiali tondi che si affacciano dal finestrino [...]

2017-01-26T19:55:34+00:00 12/08/2012|Autopsie di Viaggio|

Spezzatino all’italiana.

Le 4 del mattino in un albergo di una città straniera. Il cuscino sotto la tua testa è soffice e caldo. Il ventilatore sul soffitto gira con cortesia e professionalità. Il letto della tua camera, comodo e impeccabile, ha lenzuola profumate e una bionda locale che dorme. Angelica. Tettona. È stata una serata fantastica. Lo spettacolo è stato un successo, la città è stupenda, ordinata, colorata e stilosa, come un depliant fico, ma in 3D. La cena eccellente, ottimo cibo locale inaspettatamente saporito - all'inizio qualsiasi portata somigliava a spezzatino di avanzi - accompagnato da un vino di produzione locale [...]

2017-01-26T19:55:34+00:00 20/07/2012|Autopsie di Viaggio|

Precisa. Regolare. Tedesca.

A un certo punto mi si presenta l'occasione di fare dei viaggi all'estero per lavoro. Accolgo la notizia con compostezza, per come io intendo una sega in balcone. Poco dopo, decido che ne trascriverò un diario di viaggio, pensier che ha alleviato la permanenza in questura. In realtà, scrivere un diario di viaggio può essere una trappola: a meno di non viaggiare in comode poltrone mobili con champagne e pompini, il viaggiante è pericolosamente incline all'osservazione del mondo circostante. La contemplazione della realtà oltre i nostri confini, cioè quelli di Mediaset, unita all'amara consapevolezza di essere dentro quei confini fino [...]

2017-01-26T19:55:34+00:00 04/07/2012|Autopsie di Viaggio|